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Restrizioni per la compensazione dei crediti d’imposta

La anticipazioni della bozza della Legge di Bilancio 2026 anticipano restrizioni alla procedura di compensazione orizzontale dei crediti fiscali (prevista dall’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997)

Le principali novità, per le quali si attende conferma, riguardano:

1. Abbassamento della soglia per il blocco delle compensazioni:

    Attualmente il limite è fissato a 100.000 euro, ma dal 1° gennaio 2026 dovrebbe essere dimezzato a 50.000 euro. Questo significa che anche posizioni debitorie non particolarmente elevate potranno bloccare la possibilità di utilizzare i propri crediti in compensazione. In altre parole, chi ha cartelle scadute per importi anche solo medio-bassi potrebbe trovarsi costretto a saldarle prima di poter utilizzare i crediti accumulati.

    2. Un nuovo divieto di compensazione per il pagamento di contributi INPS e premi INAIL:

    Dal 1^ luglio 2026 i crediti d’imposta “agevolativi”, cioè tutti quelli che non derivano da liquidazioni periodiche di imposte, NON potranno più essere usati per compensare contributi previdenziali e premi assicurativi.

    In termini pratici, i crediti d’imposta derivanti da bonus e agevolazioni (non quindi i crediti IVA, IRES, IRAP, ecc., emergenti dalle dichiarazioni) non potranno più essere utilizzati per pagare:

    • contributi previdenziali INPS (dovuti sia dai titolari di posizione assicurativa, sia dai datori di lavoro o committenti);
    • premi assicurativi INAIL;
    • sanzioni e interessi su tributi e contributi;
    • altre entrate patrimoniali dello Stato (canoni demaniali, concessioni, diritti camerali).